Antico Frantoio ALESSANDRINI

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Subito fuori le mura del suggestivo Castello di Moresco, comune di Monterubbiano, in provincia di Fermo, si trova l'oleificio Alessandrini.

Il bellissimo borgo di Moresco

L'attività del frantoio ha inizio nel 1984, quando Oscar Alessandrini decide di rilevare la società che, nel 1966, suo padre Romeo aveva avviato insieme ad altri soci, dando così vita ad un piccolo oleificio sito nel comune di Monterubbiano, a Moresco. Da allora sono trascorsi molti anni, durante i quali l'azienda è cresciuta, guidata dall'obiettivo di realizzare un prodotto di altissima qualità, che fosse fortemente rappresentativo del territorio di provenienza e ne veicolasse non soltanto i sapori, ma anche l'identità e la tradizione culturale.

Il Castello

Infatti, la particolarità che distingue il lavoro dell'Oleificio Alessandrini da quello degli altri produttori, sta proprio nella cura e nella realizzazione di un prodotto naturale, legato al territorio, che si avvale soltanto della produzione locale di olive, nelle varietà vocate alla qualità più elevata, e conserva intatte le modalità di raccolta e lavorazione della produzione olearia di un tempo. L'identità territoriale è così salvaguardata appieno.


LA RACCOLTA DELLE OLIVE

La raccolta è un'operazione estremamente delicata ed importante che, se mal eseguita, può compromettere gli sforzi compiuti durante l'anno e incidere in modo negativo sulla qualità dell'olio.

Per questo Alessandrini si avvale del metodo della cosiddetta brucatura, che è la raccolta a mano delle olive direttamente dalla pianta, come vuole la tradizione. Si tratta di un metodo che preserva al meglio l'integrità del frutto e ne permette una conservazione più lunga. Per effettuare la brucatura vengono spesso utilizzate scale di vario tipo e lunghezza, che permettono di raggiungere le parti più elevate della pianta.

IL METODO DI LAVORAZIONE

L'oleificio applica la metodologia antica, tramandata dai mastri oleari delle Marche.

Una volta attuato il previo controllo delle migliori olive, queste vengono inviate alla lavorazione, con una prima fase che consiste nel toglie tutti i rami e le foglie: la defogliazione.

Nella seconda fase, la molitura, esse subiscono un primo schiacciamento, con le grandi macine di granito a 4 ruote.

Si forma così la pasta di olive, pronta per passare alla gramola, dove, con un lento e continuo rimescolamento, a basse temperature, avviene la preparazione per la fase di spremitura.

La spremitura a freddo, realizzata esclusivamente mediante pressione (senza addizione di solventi), permette di estrarre l'olio dalla pasta di olive a una temperatura media di circa 23° - temperatura che consente di ottenere olio ad acidità molto bassa, dal gusto fruttato e dal profumo di frutto appena colto.

La separazione dell'olio e dell'acqua è l'ultimo processo della spremitura a freddo: essa avviene attraverso il "separatore" che, sfruttando la forza centrifuga, separa le particelle dei due componenti dal peso specifico diverso.

Dopo un periodo di decantazione, l'olio viene depurato con filtri naturali e finalmente inizia la fase di imbottigliamento ed etichettatura, realizzate a mano. Tutte le etichette riportano la certificazione "olio extra-vergine di oliva Made in Italy".


LA SOSTENIBILITÀ

Un'importante particolarità distintiva dell'oleificio è l'attenzione per la sostenibilità della filiera. I principali sottoprodotti dell'attività di lavorazione delle olive sono i residui di potatura, le foglie, le acque di vegetazione e la sansa vergine di oliva.

Alessandrini applica rigorosamente le procedure per il riutilizzo di tali scarti, ottenendo così una circolarità molto virtuosa:

  • Gli scarti di potatura e le foglie di ulivo derivanti dalla fase di defogliazione, vengono sminuzzate e interrate nell'oliveto;

  • L'acqua di vegetazione delle olive, viene utilizzata quale fertilizzante e ammendante per spargimento controllato sul terreno agricolo.

  • La sansa vergine di oliva viene venduta all'industria di estrazione dell'olio di sansa (sansifici). Quest'ultimo, nella forma di composto secco, viene poi riacquistato da Alessandrini, che lo impiega come combustibile per la produzione dell'energia necessaria al ciclo produttivo del frantoio.

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